"Vincere la Champions League entro due anni? Dipende da tutta una serie di circostanze. Dipende da quanto sono forti le altre squadre. Dipende da quanti incidenti uno può avere. Dipende dal sorteggio del calendario e anche dalle capacità dei nostri calciatori e dei nostri allenatori". Così il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis ha risposto alle domande dei giovani del Festival di Giffoni.
"Il nuovo stadio tra tre anni". Ha risposto così il patron del Napoli Aurelio De Laurentiis ai giurati della sezione Impact del festival di Giffoni che ha incontrato oggi in occasione della prima giornata della 55esima edizione del festival dedicato ai più giovani.
È di questi giorni l'idea lanciata dal produttore di realizzare il nuovo stadio del Napoli nella zona di Poggioreale. Una ipotesi che non suscita particolari entusiasmi in Comune.
"È un'ulteriore ipotesi - ha detto oggi il sindaco Gaetano Manfredi - una delle tante che abbiamo già visto. La valuteremo, ma lì c'è il Caramanico che è uno dei mercati più importanti della città, quindi ci sono delle problematiche tecniche non facilmente superabili".
"Se non si prendono decisioni il calcio rischia di sparire nel giro di due-tre anni"
Poi prosegue: "Di questo passo - l'allarme del patron azzurro - se non si prendono decisioni il calcio rischia di sparire nel giro di due-tre anni". E ne ha pure per il calcio femminile: "I costi sono arrivati alle stelle. Senza fondi pubblici è solo un peso. Prima servono strutture, organizzazione, sponsor veri. Altrimenti restano solo belle parole".
Poi il racconto della svolta nella gestione del merchandising del club: "Non ero d'accordo ad arricchire Nike, Adidas, Puma. Quando il mio fornitore mi disse 'con il Covid non posso darti i 7 milioni', gli risposi 'teniti il 10%, il resto lo gestisco io'. Alla fine avevano venduto solo cinque maglie in America. Ho letto il contratto, c'era una clausola per la disdetta da esercitare entro febbraio. Feci una raccomandata e via".
È nato così il nuovo progetto interno: "Ho chiamato Giorgio Armani. Gli dissi 'mi serve un brand divino'. E lui ha detto sì. Poi ho coinvolto mia figlia, che faceva la psicologa. Le ho detto 'lascia la psicologia, mi servi in azienda'. Ora abbiamo una vera e propria divisione che produce, vende e incassa. Ieri, solo online, abbiamo fatto mezzo milione di euro".
