Caos arbitri, Zappi: "Condanna a 13 anni ergastolo dirigenziale, solidale con Rocchi e Gervasoni"

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Antonio Zappi
Antonio ZappiFabrizio Carabelli/IPA Sport / ipa-agency.net / IPA / Profimedia

Il numero 1 dell'Aia sul caso del designatore: "Appena ricevuta segnalazione ho informato organi competenti". Sulla sentenza: "Quello che mi ha ferito di più è sentirmi descrivere come abusante delle proprie funzioni e sleale".

"Ho fiducia nella giustizia, siamo all'ultimo grado della giustizia sportiva e la affrontiamo con grande speranza. Chi è accusato di atti che non ritiene di non aver compiuto ha speranza di incontrare un giudice che lo riconosca".

Lo dice Antonio Zappi, presidente dell'Aia inibito per 13 mesi per le pressioni esercitate sui vertici degli organi tecnici di Serie C e Serie D, entrando al Coni per il ricorso al Collegio di Garanzia dello sport.

A proposito dell'inchiesta della procura di Milano, Zappi sottolinea di aver "mandato un messaggio a Rocchi e Gervasoni, sono vicino e solidale con loro. Appena ho ricevuto la segnalazione che ci fosse qualcosa ho informato gli organi competenti - ha aggiunto -. Io sono inibito ma c'è un aspetto umano". 

"L'indagine è in corso, mi auguro si risolva in fretta. Credo che a volte la volontà di descrivere il mondo arbitrale come dilaniato sia per interessi estranei al mondo arbitrale stesso, ma non sono convinto corrisponda alla realtà".

"Prima che arbitro sono un uomo di profondi valori"

"A livello sportivo oggi è il grado che ci porterà alla definitività. Valuteremo le motivazioni della sentenza per provare a verificare se ci possono essere ulteriori margini di impugnabilità ed arrivare, eventualmente, a un livello risarcitorio. Spero nell'ultimo grado di giudizio della giustizia sportiva e poi valuteremo l'adozione di ulteriori passaggi: lo meritano i 115 anni dell'associazione".

Così Antonio Zappi, presidente dell'Aia inibito 13 mesi, uscendo dal Collegio di Garanzia dello Sport presso il Coni dopo l'udienza durata circa un'ora e mezza.

"Quello che mi ha ferito di più è sentirmi descrivere come abusante delle proprie funzioni e sleale, uno che ha violato l'articolo 4 del codice di giustizia sportiva. Prima che un arbitro - ha aggiunto Zappi - sono un uomo di profondi valori: sentirmi condannato a 13 mesi, che per l'Aia e il sistema sono un ergastolo dirigenziale, credo sia anche un tema di sproporzione della pena".

Il presidente dell'Aia ribadisce ancora di aver "sentito dire che ho pressato organi tecnici per farli dimettere e per arrivare a questo in maniera concordato ho acquisito manifestazioni di interesse e disponibilità al cambio di ruolo. Ho promosso gli organi tecnici affinché assumessero l'incarico a organo tecnico superiore. Questo è stato valutato in maniera diversa dagli organi endofederali e spero che oggi il CONI lo rivaluti in una certa maniera", conclude.

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