Addio a Igor Protti, capocannoniere dei tre mondi e mito della provincia da Bari a Livorno

Igor Protti
Igor ProttiClaudio Grassi / LaPresse / Profimedia

L'attaccante, nato a Rimini, è stato un simbolo dei bomber di provincia, facendo la storia soprattutto al Bari. In Puglia fu infatti massimo goleador del campionato italiano nonostante la retrocessione dei Galletti

Igor Protti si è spento all'età di 58 anni. Nel giugno 2025 aveva scoperto di essere affetto da un tumore e aveva scelto di condividere pubblicamente la sua battaglia, raccontandola con grande sincerità. A luglio aveva annunciato la diagnosi attraverso i social: "Un mese fa mi è stato trovato uno sgraditissimo ospite". A settembre aveva poi aggiornato i suoi sostenitori sulle sue condizioni, spiegando che, nonostante l'intervento per la stomia e otto cicli di chemioterapia, la malattia si era estesa alle vertebre, rendendo necessario l'avvio della radioterapia.

Consapevole della gravità della situazione, Protti non aveva mai nascosto che la diagnosi fosse arrivata troppo tardi. La sua storia sportiva, però, rimane una delle più affascinanti del calcio italiano. Dopo gli esordi con il Rimini, si mise in evidenza a Messina, dove conquistò la ribalta nazionale. Successivamente arrivarono le esperienze con il Bari, la Lazio e infine il Livorno, club con il quale chiuse una carriera ricca di emozioni e successi.

Il nativo di Rimini è stato, insieme a Dario Hübner, l'unico giocatore a vincere il titolo di capocannoniere in Serie A (con la maglia del Bari), in Serie B e in Serie C1 (con il Livorno), nonché l'unico nella storia a laurearsi capocannoniere della Serie A in una squadra, il Bari, che a fine stagione venne retrocesso.

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