Non è solo l'ennesimo talento in fuga dall'Italia. Marco Palestra al Chelsea, per certi versi, è un deja-vu: vedere un italiano dalle parti di Stamford Bridge, infatti, è una consuetudine ormai radicata da tre decenni esatti.
L'ormai ex Atalanta è agli ordini di Xabi Alonso dal primo luglio e si sta allenando con i nuovi compagni in attesa che rientrino i tanti nazionali impegnati al Mondiale.
Palestra raggiunge in Premier League i connazionali Sandro Tonali, Gianluigi Donnarumma, Riccardo Calafiori, Guglielmo Vicario, Destiny Udogie, Federico Chiesa, Giovanni Leoni, Michael Kayode, Willy Gnonto e Nicolò Savona, e diventa il 19esimo azzurro a vestire la maglia Blues.
Alcuni sono diventati leggenda proprio con il Chelsea, altri possono considerarsi delle meteore: tra questi c'è il penultimo ad essere sbarcato a West London, Cesare Casadei: acquistato giovanissimo dal settore giovanile dell'INter, non ha dimostrato le potenzialità che lo avevano fatto apprezzare anche Oltremanica e di fatto è durato poco, tornando presto nel nostro campionato dopo un prestito al Reading.
Quattro azzurri nella stessa stagione, oltretutto vincente
Non si può dire lo stesso di Jorginho: l'ex Verona e Napoli al Chelsea ha giocato tanto (ben cinque stagioni) vincendo una Europa League, una Champions League, una Supercoppa europea e una Coppa del Mondo per Club FIFA.

In tre di queste annate con lui c'era Emerson, mentre in una sola stagione i due hanno condiviso lo stesso spogliatoio anche con Davide Zappacosta: l'ex terzino del Torino ha debuttato con Antonio Conte e ha chiuso l'esperienza londinese con Maurizio Sarri, vincendo l'Europa League nella finale tutta british contro l'Arsenal.
30 anni fa il primo Blues
Per ritrovare tre azzurri nella stessa rosa bisogna tornare indietro negli anni, precisamente di 30. Nel 1996 l'ambizioso Chelsea che niente aveva a che vedere con quello odierno decise di puntare su tre italiani già affermati: Gianfranco Zola reduce dai successi col Parma, Gianluca Vialli post esperienze con Sampdoria e Juventus e Roberto Di Matteo già protagonista in A con la Lazio.
Tutti e tre, in qualche modo, sono rimasti nella storia dei Blues anche dopo aver chiuso le rispettive esperienze come calciatori: Zola, soprannominato proprio nel periodo londinese Magic Box, vestì i panni di vice allenatore nella stagione appena citata, la 2018/2019, sotto l'ala di Sarri; Vialli fu autore di alcune grandi conquiste europee del Chelsea, iniziando come giocatore-allenatore e trascinando il club ad alcuni storici successi; Di Matteo, infine, riuscì a conquistare una clamorosa vittoria in Champions League nel 2012, subentrando a stagione in corsa e scrivendo per sempre il suo nome nell'albo d'oro della competizione.
Sei allenatori e tre portieri
Nel trentennale via vai di italiani ci sono stati ben sei allenatori (oltre a Vialli, Di Matteo, Conte e Sarri anche Carlo Ancelotti e Claudio Ranieri) e tre portieri: dal recordman di presenze Carlo Cudicini (ben 216, secondo solo a Zola) fino a Marco Amelia, che non riuscì mai a esordire, passando per Marco Ambrosio.
Anche Percassi jr
Forse non tutti sanno che anche Luca Percassi, figlio del patron dell'Atalanta Antonio e attuale ad della Dea, fece un cameo in maglia Blues.
Era il 1998 e fu inserito nella trattativa che portò in Inghilterra Samuele Dalla Bona. A 17 anni l'ex difensore si ritrovò a Londra in rosa con tanti connazionali (oltre a Vialli, Zola e Di Matteo c'era anche Pierluigi Casiraghi) e riuscì anche a giocare in due occasioni in prima squadra: 13 minuti in Coppa di Lega contro l'Arsenal e 1 minuto in FA Cup contro il Nottingham Forest.
Gli altri
Per completezza vanno citati anche Valerio Di Cesare e Jacopo Sala, arrivati da giovanissimi e mai riusciti a debuttare in prima squadra, e poi ancora Gabriele Ambrosetti, Christian Panucci e Fabio Borini.
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