ESCLUSIVA | Tore Andre Flo sulla Norvegia ai Mondiali, Haaland e i ricordi di Vialli al Chelsea

Tore Andre Flo
Tore Andre Flo Marius Simensen / Bildbyran Photo Agency / Profimedia

E se la Norvegia vincesse davvero il Mondiale? Può sembrare assurdo a prima vista, ma il sogno degli scandinavi è più vivo che mai...

Nel 1998, Tore Andre Flo contribuì a sorprendere il Brasile 2-1 a Marsiglia, guadagnandosi il leggendario soprannome di 'Flonaldo'. Ventotto anni dopo, la storia si è incredibilmente ripetuta: un'altra vittoria per 2-1 contro la Seleção ha lanciato la nuova generazione d’oro della Norvegia, guidata da Erling Haaland e Martin Odegaard, verso uno storico quarto di finale contro l'Inghilterra.

In questa intervista esclusiva per Flashscore, l’ex attaccante del Chelsea fa da ponte tra due epoche indimenticabili, parlando dei segreti tattici della Norvegia, dei Mondiali, del passato e del futuro dei Blues e dei suoi ricordi più sentiti di Gianluca Vialli.

Risultati recenti della Norvegia
Risultati recenti della NorvegiaFlashscore

La Norvegia è ai quarti di finale dei Mondiali, un traguardo già storico. Te lo aspettavi alla vigilia del torneo? 

"Penso che tutti in Norvegia si aspettassero che la Norvegia facesse bene. Negli anni la squadra è migliorata sempre di più ed è andata molto vicina alla qualificazione. Ora che finalmente si sono qualificati, credo che la maggior parte delle persone in Norvegia pensasse che potessero arrivare ai quarti di finale. Se dovessero andare ancora oltre, supererebbero anche queste aspettative."

Qual è la chiave tattica nel sistema del tecnico Stale Solbakken che ha permesso alla tua nazionale di arrivare a questo livello? 

"Credo che la cosa intelligente che fa sia permettere alle stelle di esprimere al meglio le proprie qualità. Come Haaland, che può restare davanti alla porta e finalizzare. E poi ci sono gli esterni che possono puntare l’uomo e andare in zone pericolose. In difesa, ha reso la squadra molto compatta nella zona centrale del campo, rendendo difficile per gli avversari sfondare la Norvegia."

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Tanti gol, tante partite convincenti, tranne un pesante 4-1 contro la Francia. Come spieghi quella battuta d’arresto?

"Penso che per la partita contro la Francia sia cambiata tutta la squadra. Ovviamente la Francia è una delle migliori squadre del torneo, quindi era una partita difficile, soprattutto senza le stelle in campo. Credo comunque che la Norvegia abbia fatto una gara abbastanza buona — sul 2-1 ha quasi avuto un rigore, e subito dopo la Francia è andata sul 3-1. Ma ha cambiato nove, dieci o undici giocatori nell’undici iniziale, quindi era naturale che fosse una gara complicata."

In quale partita hai visto la miglior versione della Norvegia finora?

"Forse proprio contro il Brasile, con Haaland che ovviamente ha segnato due gol su due occasioni. E anche dall’altra parte, il portiere Nyland ha fatto davvero bene. Credo che sia stato questo a fare la differenza a favore della Norvegia in questa partita, quello che hanno fatto nelle due aree."

La partita contro il Brasile è stata forse il capolavoro. Anche tu nel 1998 ottenesti lo stesso risultato, 2-1 contro la Seleção. Incredibilmente, il Brasile non ha mai battuto la Norvegia. Come te lo spieghi? 

"Sì, abbiamo battuto il Brasile anche nel '98, e la Norvegia non è mai stata sconfitta dal Brasile. Il Brasile non ha mai vinto contro la Norvegia in cinque partite; la Norvegia ha vinto tre volte e ci sono stati due pareggi. È un grande risultato per la Norvegia e probabilmente il miglior record al mondo. È davvero incredibile."

La Norvegia può 'davvero vincere tutto'

Haaland sta ridefinendo il prototipo del centravanti moderno. Da ex attaccante, che giudizio dai su di lui? C’è ancora qualcosa su cui può migliorare?

"È sicuramente il prototipo del centravanti. È così cinico e bravo a finalizzare, probabilmente il miglior finalizzatore al mondo. Non è come Messi che può dribblare ovunque, ma è un finalizzatore puro e il migliore in questo. Non sono sicuro di dovergli consigliare di migliorare altri dettagli; tutti sarebbero felici se continuasse a segnare così."

Erling Haaland della Norvegia festeggia dopo la partita mentre la Norvegia si qualifica ai quarti di finale dei Mondiali
Erling Haaland della Norvegia festeggia dopo la partita mentre la Norvegia si qualifica ai quarti di finale dei MondialiReuters / Dylan Martinez

Martin Odegaard è cresciuto tantissimo anche come regista in mezzo al campo: è lui il vero uomo chiave di questa Norvegia?

"Sì, è un giocatore chiave per la Norvegia. Lo è già da qualche anno, è il capitano dell’Arsenal e uno molto bravo con la palla. Serve molto bene gli attaccanti e fa passaggi decisivi, così per loro è più facile entrare in zone pericolose, anche per Haaland e gli esterni."

Ora c’è l’Inghilterra - che tipo di partita ti aspetti? 

"Mi aspetto una partita abbastanza equilibrata. Ovviamente l’Inghilterra è una squadra molto, molto forte, ma anche la Norvegia lo è. Entrambe hanno un grande bomber e ottimi esterni. Potrebbe essere una partita molto interessante, ma mi aspetto che sia dura per entrambe."

Se dovessi fare una previsione, quale sarebbe? E fin dove può arrivare la Norvegia in questi Mondiali? 

"Beh, se possono battere il Brasile e se battono l’Inghilterra, possono davvero vincere tutto. Non sono i favoriti, ma c’è tanto ottimismo e molta fiducia. Quindi sì, penso che ci sia una piccola possibilità che la Norvegia vinca il Mondiale, ma non si sa mai."

Ricordi del Chelsea e il declino dell’Italia 

Parlando del Chelsea; i tuoi anni lì sono stati quelli in cui il club ha iniziato a vincere, poco prima dei grandi successi globali, l’era di Gianluca Vialli, Gianfranco Zola e Roberto Di Matteo. Che ricordi hai di quella squadra?

"Il periodo al Chelsea all’inizio è stato incredibile. Ho adorato giocare per il Chelsea e con Vialli, Zola e Di Matteo. Erano tutti ragazzi fantastici, dei veri gentiluomini, ed era bellissimo stare con loro. Zola e Di Matteo sono ancora oggi grandi amici."

In Italia, tutti ricordano Vialli con grande affetto. Era davvero una figura superiore dal punto di vista umano. Qual è il tuo ricordo personale di lui? Hai un aneddoto da raccontare? 

"Vialli era un uomo davvero speciale. L’ho avuto sia come compagno di squadra che come allenatore, e in entrambi i casi era estremamente professionale. Era anche divertente fuori dal campo; sapeva dire cose simpatiche e ci faceva ridere. Era una persona splendida con cui stare, mi sono divertito molto con lui."

Flo in azione con il Chelsea nel 1998
Flo in azione con il Chelsea nel 1998Bildbyrån / Bildbyran Photo Agency / Profimedia

Che tipo di squadra sta costruendo oggi il Chelsea? 

"Negli ultimi anni ci sono stati alcuni problemi al Chelsea, con tanti cambiamenti tra giocatori, staff e dirigenti. È una squadra un po’ nuova e potrebbe volerci qualche stagione per tornare al vertice d’Europa."

Come giudichi il periodo con Enzo Maresca?

"Penso che sia stato un ottimo allenatore per il Chelsea; ha fatto davvero bene e ora è in un altro grande club."

Hai giocato in Italia con il Siena, come spieghi il momento difficile che vive oggi il calcio italiano? Come può l’Italia tornare ai Mondiali?

"I calciatori italiani stanno attraversando un periodo un po’ complicato, ma sono sicuro che il calcio italiano tornerà in alto. Ultimamente non si sono qualificati ai Mondiali, ma troveranno una soluzione. Ho visto alcune delle nazionali giovanili e l’Italia ha vinto l’Europeo Under 17, quindi ci sono giovani molto promettenti."

Ultima domanda: chi vincerà il Mondiale?

"Direi ovviamente che vincerà la Norvegia. Se la Norvegia non dovesse vincere o dovesse perdere sabato, allora sarà l’Inghilterra."

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