Nella conferenza stampa prima del big match degli ottavi del suo Portogallo contro la Spagna, Cristiano Ronaldo risponde alle domande dei giornalisti.
Come sta vivendo questo Mondiale il Portogallo?
"È stata un’esperienza bellissima. Stiamo crescendo partita dopo partita. In una competizione come questa è impossibile giocare sempre al massimo livello, non è facile per nessuno. Basta guardare le grandi squadre già eliminate. Io vedo una squadra serena, che si allena bene e prepara le partite nel modo giusto. Domani affronteremo un avversario fortissimo, ma siamo pronti".
Continui a essere un punto di riferimento anche quando non giochi. È così?
"È sempre stato così, fin da quando sono arrivato in nazionale a 18 anni. Non cambierà. Sarò sempre qui, anima e corpo, per aiutare il Portogallo a raggiungere i suoi obiettivi. Che giochi o meno, avrò sempre un ruolo importante in questa squadra".
Potrebbe essere il tuo ultimo Mondiale?
"Lo dissi anni fa e lo ripeto: smetterò quando lo deciderò io, non quando lo decideranno gli altri. Mi fate sempre la stessa domanda. Vedremo. Ma non voglio che l’attenzione sia su questo. L’unica cosa importante è giocare bene domani e avere fiducia di poter passare il turno".
Com’è questa nazionale rispetto alle precedenti?
"È una squadra con tanta qualità, molto giovane e serena. Il braccialetto che indossiamo con i nomi di tutti i giocatori rappresenta proprio questo: l’unione del gruppo e di tutti i portoghesi, ovunque si trovino".
Cosa ti resterà di questo Mondiale?
"Di tutti i Mondiali che ho giocato, questo sarà quello che ricorderò di più per la passione della gente. Non so spiegare il motivo, ma è stato il più emozionante. Vedere persone provenienti da ogni parte del mondo, come i tifosi venezuelani o colombiani che questa mattina avevano le lacrime agli occhi parlando con noi, ti fa capire che il calcio va oltre il campo. È questo che mi porterò dentro, molto più dei gol o delle prestazioni".
Cosa significa ancora rappresentare il Portogallo?
"La sensazione è sempre la stessa. È un orgoglio enorme rappresentare il proprio Paese. Ogni volta che entro in campo è come fosse la prima. Bisogna vivere questi momenti fino in fondo.
A 41 anni continui a giocare ai massimi livelli. Cosa ti rende più orgoglioso?
"Non il fatto di avere 41 anni e giocare ancora. Quello è irrilevante. Ciò che mi rende davvero orgoglioso è l’affetto che le persone hanno dimostrato verso questa squadra e verso di me".
Qualunque sia il risultato contro la Spagna, con quale stato d’animo lascerai questo Mondiale?
"Andrò via con la coscienza pulita. Ho dato tutto quello che avevo per il calcio. Non gioco per necessità, grazie a Dio non ne ho bisogno. Gioco perché amo il calcio. Qualunque cosa succeda domani, sarò felice. Non posso arrivare alla fine della carriera pensando di avere l’obbligo di vincere. Bisogna vivere ogni giorno e godersi competizioni come il Mondiale. E credo che, nonostante qualcuno la pensi diversamente, non stia giocando così male: ho già segnato tre gol".
Che partita ti aspetti contro la Spagna?
"Ho una casa in Spagna, ho tanti amici spagnoli e conosco benissimo questa nazionale. È sempre una candidata a vincere qualsiasi competizione e, sulla carta, parte favorita perché ha una storia ricca di successi. Ma ogni partita è diversa: contano i dettagli, la stanchezza, gli infortuni, l’atmosfera. Sarà una bellissima sfida. Mi piace affrontare la Spagna, perché ho sempre avuto un buon bilancio contro di loro. Domani sarà una partita equilibrata e vincerà chi saprà curare meglio i dettagli. Spero sia il Portogallo. Ho la sensazione che vinceremo".
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