Raddoppi costanti e ordine: il piano perfetto dell’Egitto per spegnere Doku e fermare il Belgio

Il centrocampista del Belgio Jeremy Doku e il difensore dell'Egitto Mohamed Hany lottano per il pallone
Il centrocampista del Belgio Jeremy Doku e il difensore dell'Egitto Mohamed Hany lottano per il palloneTom Jones/ZUMA Press Wire / Shutterstock Editorial / Profimedia

Quando l'Egitto è sceso in campo contro il Belgio per la gara d'esordio del Gruppo G dei Mondiali al Seattle Stadium, lo ha fatto sapendo di aver battuto i Diavoli Rossi in tre degli ultimi quattro confronti diretti, ma anche di non aver mai vinto una partita ai Mondiali, affrontando una squadra che non perdeva una partita del girone da 13 incontri.

Per sfatare il tabù negli Stati Uniti, i Faraoni dovevano innanzitutto fermare il talento creativo di Kevin De Bruyne e la velocità e fantasia di Jeremy Doku, punto di partenza per costruire una posizione di vantaggio.

La forma elettrizzante di Doku nelle qualificazioni

Il rendimento di Doku nelle qualificazioni, dove ha partecipato a sette gol (5G, 2A) e creato 24 occasioni da gol su azione (nessun altro europeo ne ha create di più), aveva dato al Belgio la speranza che la partita potesse essere la vetrina ideale per il talento dell'esterno del Man City.

In effetti, il modo in cui lui e la squadra hanno iniziato la partita lasciava intendere che il Belgio avrebbe puntato sulla sua velocità sulla fascia sinistra per trovare la chiave del successo.

I duelli di Jeremy Doku contro l'Egitto
I duelli di Jeremy Doku contro l'EgittoOpta by Stats Perform

Quello che però non avevano previsto era il raddoppio, e a volte anche il triplo raddoppio, dei difensori dell'Egitto per limitare al minimo l'influenza di Doku.

Nonostante De Bruyne sia andato vicino al gol nei primi minuti e i belgi sembrassero a proprio agio nel possesso palla — con il 68% nei primi 20 minuti — Doku non è riuscito a superare avversari come Ahmed Fatouh e Mohamed Hany, tra gli altri.

L'Egitto passa in vantaggio al primo affondo

I quattro contrasti tentati da Hany nella prima mezz’ora sono stati più di qualsiasi altro giocatore in campo, contribuendo a mantenere alta l’intensità difensiva e a contenere le iniziative avversarie.

Praticamente al primo vero affondo della partita, l’Egitto è passato in vantaggio: solo la seconda volta nella sua storia ai Mondiali trovandosi avanti nel punteggio, grazie alla conclusione rasoterra di Emam Ashour su assist di Mohamed Salah. 

Il Re d'Egitto, che era stato direttamente coinvolto nel 60% dei gol dell'Egitto nelle qualificazioni (9G, 3A), ha illuminato l’azione del gol e guidato la manovra offensiva.

Nel frattempo, Jeremy Doku ha faticato a trovare spazi, mentre la solidità difensiva egiziana si è confermata nei duelli individuali, con Fathy e lo stesso Hany protagonisti nei contrasti decisivi.

La mira imprecisa del Belgio

Il belga ha avuto un solo tiro nell’intera partita, arrivato nei minuti di recupero del primo tempo, ma ha sprecato l’occasione calciando alto sopra la traversa.

Il dato sui sei palloni toccati nell’area dell’Egitto - più di qualsiasi altro compagno - non racconta però fino in fondo la sua prestazione, fatta soprattutto di difficoltà nel trovare continuità e incisività negli ultimi metri.

Il suo compagno d'attacco Leandro Trossard ha tentato tre conclusioni nel primo tempo, ma nessuna nello specchio, mentre i belgi continuavano a sbattere contro una combinazione di imprecisione sotto porta e una difesa egiziana impeccabile.

Il 97,2% di passaggi completati da Nathan Ngoy ha spiccato tra i dati del Belgio, che cercava di rientrare in una partita che sarebbe potuta sfuggire se Salah o Mostafa Zico avessero trovato la rete con i loro tiri nello specchio.

Fase di pressione da parte dei Diavoli Rossi

Quando De Bruyne ha colpito il palo su punizione diretta al 53', si è aperta una fase di pressione intensa da parte dei Diavoli Rossi, e appena 22 secondi dopo il suo ingresso in campo, la fisicità di Romelu Lukaku ha messo così in difficoltà la difesa egiziana da costringere Hany all'autogol del pareggio.

Un gol che è arrivato dopo 325 minuti di digiuno, la più lunga astinenza dal gol del Belgio ai Mondiali dal periodo tra il 22 giugno 1982 e il 3 giugno 1986 (244 minuti senza segnare).

Va dato merito all'Egitto, che ha resistito e ha avuto anche le sue occasioni per vincere, con Omar Marmoush che ha chiuso la partita con cinque tentativi verso la porta, anche se nessuno nello specchio.

I sei contrasti riusciti su otto tentati da Mohanad Lasheen hanno contribuito a frenare il Belgio nella ricerca del gol vittoria, e quando il 18enne talento Hamza Abdelkarim, subentrato a Salah, ha bruciato la difesa avversaria in velocità, lo stadio ha trattenuto il fiato.

Niente gioia Mondiale per i Faraoni

Purtroppo, la sua conclusione non è stata all'altezza della splendida azione e un'altra occasione è sfumata.

Prima di essere sostituito, Doku aveva guadagnato cinque falli, più di chiunque altro in campo, anche se questo dato è stato in parte bilanciato dai cinque falli commessi da Thomas Meunier.

Belgio v Egitto - Statistiche della partita
Belgio v Egitto - Statistiche della partitaOpta by Stats Perform

Nel finale, Brandon Mechele ha sfiorato il gol vittoria per il Belgio; tuttavia, la terza parata di Mostafa Shobeir ha garantito che le due squadre si dividessero i punti.

Questo significa che l'Egitto non è riuscito ancora una volta a vincere una partita ai Mondiali, mentre il Belgio ha perso solo una volta contro una squadra africana nella competizione (3 vittorie, 1 pareggio).

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