Il Giappone si appresta ad affrontare gli ottavi di finale dei Mondiali con una consapevolezza rinnovata e la voglia di sfatare un tabù storico. Di fronte ci sarà l'ostacolo più duro, il Brasile, ma l'ambiente nipponico respira un clima di forte unità e determinazione.
Il commissario tecnico ha analizzato il momento della sua squadra, partendo dal percorso fatto finora e tracciando la rotta per la sfida da dentro o fuori contro i verdeoro.
L'ambizione e il sogno dei quarti
Il traguardo degli ottavi di finale non basta più a una selezione che negli ultimi anni ha dimostrato una crescita esponenziale sul piano internazionale. Il focus è già tutto sulla supersfida ai cinque volte campioni del mondo: "Dopo le tre partite della fase a gironi siamo riusciti a raggiungere gli ottavi, come era già successo in passato. Ma il nostro obiettivo è andare ancora più avanti. I giocatori hanno maturato esperienza in questo Mondiale e vogliono continuare a crescere.
Finora abbiamo affrontato partite molto difficili. Ogni gara dipende anche dall'avversario, ma il nostro compito è dare sempre il massimo e giocare per vincere. Vogliamo continuare a migliorare attraverso ogni partita e affrontare il Brasile, cinque volte campione del mondo, con l'ambizione di conquistare la vittoria."
La lezione del Qatar: il piano per i rigori
Uno dei temi cruciali della vigilia riguarda la gestione degli eventuali tiri dal dischetto. L'eliminazione subita nel 2022 per mano della Croazia ha lasciato il segno, ma è servita da lezione per cambiare radicalmente l'approccio logistico e psicologico alla lotteria dei rigori: "Siamo pronti a tutto. Dopo l'eliminazione contro la Croazia ai rigori nel Mondiale del Qatar abbiamo riflettuto molto su quell'esperienza. All'epoca avevamo preparato i rigoristi, ma la decisione finale fu lasciata ai giocatori.
Questa volta faremo un passo in più. Se la partita dovesse arrivare ai rigori, stabiliremo in anticipo sia i tiratori sia l'ordine di esecuzione. E, a differenza del passato, sarò io a prendere la decisione definitiva e a comunicarla ai giocatori."
La forza del collettivo
Infine, l'allenatore ha voluto tessere le lodi del gruppo. Non solo dal punto di vista tecnico, ma soprattutto per la maturità umana e lo spirito di sacrificio dimostrato da tutta la rosa, compreso chi ha trovato meno spazio sul terreno di gioco: "La crescita della squadra è stata costante, ma durante questo Mondiale ho visto qualcosa in più. Tutti i giocatori hanno grande orgoglio e credono di poter essere i migliori nel proprio ruolo, contribuendo alla vittoria della squadra.
La cosa più importante, però, è che anche chi non scende in campo pensa prima al bene del gruppo. Tutti cercano di dare il proprio contributo in qualsiasi modo e il senso di unità della squadra è cresciuto enormemente. Oggi c'è un forte spirito collettivo e la sensazione è che tutti stiano combattendo nella stessa direzione."
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