Mondiali, la partita vista da Haaland: soffre e fatica per 85 minuti, poi salva la Norvegia

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Per 85 minuti Erling Haaland vive una delle partite più complicate del suo Mondiale: pochi palloni giocabili, tanta frustrazione e un lavoro enorme anche in fase difensiva. Poi, nel momento decisivo, il bomber del Manchester City si fa trovare al posto giusto e firma il gol che elimina la Costa d'Avorio e regala alla Norvegia l'accesso agli ottavi di finale.

Haaland non fa l'Haaland per 85' minuti, poi salva la Norvegia nei sedicesimi di finale contro la Costa d'Avorio e la manda agli ottavi di finale. Una partita ad aspettare il momento giusto. La palla che non arriva, tra disperazione e mani nei capelli. Un po' per i limiti della Norvegia, un po' per demerito suo.

Il bomber degli scandinavi, quattro gol fin qui e secondo nella classifica dei marcatori del Mondiale, era atteso nella prima sfida da dentro o fuori del torneo. Con la Costa d’Avorio il numero 9 norvegese tornava in campo dopo la “pausa” contro la Francia, gara durante la quale era stato tenuto a riposo in vista proprio di questo incontro.

Disteso, rilassato e con il sorriso in volto: così si è presentato in campo per il riscaldamento. Anche l’inno gli ha strappato un smorfia di piacere, mentre i propri tifosi intonavano la canzone dei norvegesi.

Haaland parte subito bene al 3’ con un colpo di testa in area che viene respinto da un avversario. Sembrano le prove per quella che poteva essere una partita delle sue, ma Il sorriso iniziale pian piano lascia spazio a disappunto e frustrazione.

La Norvegia non gira a dovere e fatica a trovare spazi per lanciare palle in mezzo all’area. Haaland si sacrifica e torna in difesa quando può, un po’ per dare una mano, un po’ per incitare e ancora per dare qualche indicazione ai compagni.

Ajer interviene su Bonny e il numero nove applaude dalla metà campo avversaria. Poi chiama la posizione di Odegard quando la Costa d'Avorio prova a costruire dal basso, chiedendogli di aiutarlo nel pressing.  Al 20’ konan salta Pedersen del Torino e manda sull’esterno della rete. Haaland da 50 metri urla e batte le mani in segno di incitamento per scuotere i suoi. La pausa di idratazione è l’occasione giusta per farsi sentire. Il “vichingo” si affianca ai suoi compagni e cerca di dare consigli su movimenti e come gestire la palla.

La Norvegia, però, stenta ed è lenta, e la Costa d’Avorio ne approfitta. Haaland si spazientisce per l’ennesima palla persa e ripartenza avversaria e sbatte le mani sui fianchi. La sua squadra è un po’ in sofferenza e torna nella propria area per dare una mano allontanando di testa un cross dalla destra.

Haaland colpisce male
Haaland colpisce maleReuters

La partita potrebbe girare a suo favore verso la fine del primo tempo, ma l’attaccante del City non ha il guizzo vincente.  Cross dalla destra di Sorloth, Haaland anticipa Doue e colpisce di testa nei pressi del dischetto. Palla debole tra le braccia di Fofana. Mani nei capelli per l’occasione non concretizzata.

Passa un minuto ed è ancora disperazione per il numero 9. L’angolo dalla sinistra è calciato bene e Sorloth tocca di testa indirizzando la palla verso il secondo palo: Haaland si avventa ma è in ritardo e il pallone scivola fuori. Il primo tempo finisce così con il bomber norvegese con un xG sui tiri in porta di appena 0.07 e solo 8 palloni nel primo tempo.

La frustrazione di Haaland
La frustrazione di HaalandReuters

Sofferenza e gioia

Le cose in attacco non girano nel verso giusto e Haalan comunque non si risparmia. La sua squadra è avanti e nella ripresa fa gli straordinari per aiutare in difesa, come al 64’, quando intercetta di testa una palla calciata da un angolo dalla sinistra da Haaland.

La palla carambola in area e viene ripresa dallo stesso attaccante, che alza un campanile prima di lanciarsi all’inseguimento del pallone nella metà campo avversaria. Ottanta metri di corsa per cercare di anticipare il portiere dopo un retropassaggio di testa di un difensore ivoriano. Ancora un nulla di fatto che però gli strappa un sorriso.

Sorriso che svanisce Al 75’ Diallo fa il fenomeno, in area salta un paio di giocatori e pareggia. Haaland alza gli occhi al cielo, questa volta senza dare spazio a disperazione evidente. A lui tocca raccogliere il pallone e portarlo a centrocampo in attesa che i giocatori ivoriani terminino i festeggiamenti.

I minuti passano e tutto sembra far pensare an altri 30 minuti di partita, ma all'85' arriva la svolta, e porta la firma proprio di Haaland. Il norvegese si fa trovare al posto giusto nel momento giusto e raccoglie un traversone basso dalla destra per un tap-in lento ma inesorabile che regala la vittoria alla sua squadra e il passaggio del turno, dopo una partita di sofferenza e di attesa. Un gol che regala un ottavi di finale da sogno. La sfida a New York contro il Brasile.

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