C'era molto in gioco nella sfida tra Scozia e Inghilterra, dove alla rocciosità dei primi si contrapponeva la classe dei secondi. A Miami, dove due splendide tifoserie coloravano di allegria le tribune, è andata in scena una contesa che è stata rovinata dopo poco più di cinque minuti. Il tempo necessario affinché McKenna uscisse in modo sciagurato con la palla al piede per farsi intercettare da Rayan nella sua area di rigore. Il rimpallo favoriva Vinicius, che pacatamente scartava il portiere Gunn e depositava nella porta vuota portando avanti i suoi.
Disconnessa e appannata, la squadra di Steve Clarke non trovava spazi per dar fastidio a quella di Carlo Ancelotti. Anzi, rischiava di capitolare in modo quasi definitivo quando Hendry giggioneggiava in area e veniva espropriato del pallone da Vinicius, che colpiva di nuovo. Dopo la revisione del Var, però, la rete veniva annullata per fallo dell'attaccante del Real Madrid.

Sempre Vini
Rinfrancata per il pericolo scampato, la Scozia alzava la testa dopo la pausa d'idratazione. Ed era il bolognese Ferguson a suonare la carica con una sberla da lontano deviata in corner. Il disordine prevaleva in un Brasile che dopo la mezz'ora si dedicava principalmente alle folate di contropiede, con Paquetà spesso chiamato in casa per ricamare gioco. La qualità in campo, però, era troppo a favore dei sudamericani, che dopo qualche minuto di titubanze riprendevano fiducia. Anche perché nella Scozia né McTominay né McGinn davano prova della loro autorità.
E così, dopo un paio di buone occasioni firmate da un rampante Rayan, la fine del primo tempo vedeva i brasiliani allungare sul serio. Bruno Guimaraes rubava palla al limite dell'area e dalla destra pennellava per Vinicius, che complice la pessima uscita di Gunn colpiva di testa nella porta sguarnita. Il secondo tempo vedeva i britannici più reattivi, almeno all'inizio: il neo entrato Tierney andava via sulla sinistra e crossava per McTominay, che di testa impattava bene ma centrale, senza impensierire Alisson.
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Chiusura e ritorno
Vinicius, invece, continuava a involarsi a suo piacimento, fallendo un'importante occasione in contropiede. Chi non falliva era Cunha, che dopo uno splendido tracciante verticale di Casemiro che imbeccava Bruno Guimaraes veniva servito con un tocco d'esterno per concludere facilmente a rete da pochi passi. Il terzo gol era l'ennesima conferma della precarietà della retroguardia di una Scozia che poi si aggrappava all'orgoglio di Ferguson e McTominay, i quali vedevano però Alisson frapporsi tra loro e il gol.

A 15 minuti dal novantesimo arrivava uno dei momenti più attesi, ossia l'ingresso in campo di Neymar, che tra gli applausi aveva già attirato l'attenzione di tutti nel riscaldamento. Insieme a lui, poco dopo, entrava anche il giovanissimo Endrick, che prendeva posto come centravanti. Gli scozzesi erano ormai inermi e senza opzioni, mentre prima Vinicius da pochi passi e poi Gabriel in mezza rovesciata sprecavano, mancando il 4-0.
In gioco, ormai, non c'era più nulla. Anzi, la nazionale britannica non trovava neanche la rete della bandiera che le sarebbe servita per poter sperare in un ripescaggio. Tre punti sono pochissimi per sperare nei sedicesimi, mentre il Brasile chiude al primo posto con sette punti, gli stessi del Marocco, grazie alla differenza reti. Quando si accende, la squadra di Ancelotti può far davvero male. Vedremo se il rientro di Neymar sarà assorbito come un plus per una squadra che pian piano sta trovando armonia.

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