L'Inghilterra torna all'Azteca per sfatare il funestro ricordo della "mano de Dios"

L'Inghilterra di fronte al ricordo della "mano di Dio" all'Azteca
L'Inghilterra di fronte al ricordo della "mano di Dio" all'AztecaCredit: Daniel Motz / Alamy / Profimedia

Non basta sfidare il Messico davanti al suo pubblico in delirio, domenica negli ottavi di finale del Mondiale: l'Inghilterra torna, 40 anni dopo, nel tempio ad alta quota dell'Azteca, dove fu sacrificata sull'altare del "Dio" Maradona.

Il 22 giugno 1986, "el Diez" regalò, nei quarti di finale, i quattro minuti più folli mai visti in una Coppa del mondo. E probabilmente i più dolorosi della storia del calcio inglese in Coppa del mondo. Al 51', l'idolo dell'Argentina deviò con la mano sinistra un pallone alto destinato al portiere Peter Shilton, che finì in rete, senza che l'arbitro si accorgesse del gesto irregolare.

"L'ho messo un po' con la testa di Maradona e un po' con la mano di Dio", dichiarò con malizia il diretto interessato. Opera di "Dio" dunque, ma con una parte del diavolo.

E quel diavolo di Diego fece subito (quasi) dimenticare il trucco, al 55', con una cavalcata straordinaria iniziata nella propria metà campo. Pochi secondi e cinque avversari dribblati dopo, spinse tranquillamente il pallone in fondo alla rete. Un capolavoro realizzato da un extraterrestre, "un aquilone cosmico" urlò persino in trance un giornalista di una radio argentina, Victor Hugo Morales, in un commento rimasto nella storia.

Lineker "ha quasi pianto"

"Il ritorno dell’Inghilterra a Città del Messico 40 anni dopo, allo stadio Azteca, è più di una partita: è l'occasione per riaccendere un ricordo, in un luogo dove ha lasciato conti in sospeso, dove restano i fantasmi del passato. Avrà l'opportunità di chiudere una ferita o di lasciarla aperta", riassume il commentatore sportivo Antonio Moreno all’AFP.

Antonio Moreno, che dirige il Tempio della fama del calcio internazionale a Pachuca (centro), aveva invitato lo scorso novembre Gary Lineker, che fu capocannoniere di quel Mondiale 1986, per rendergli omaggio. L'ex attaccante dei Three Lions ha accettato l'invito a "una sola condizione": "Vengo (…) solo se mi garantisci che posso tornare all'Azteca. Sono 40 anni che non ci metto piede".

Durante i lavori di ristrutturazione in vista del Mondiale, Moreno ha ottenuto un permesso. Con il casco da cantiere in testa, Lineker ha così potuto calcare di nuovo quel campo dove ridusse inutilmente lo svantaggio, dopo aver assistito da vicino, come ha raccontato più volte, "al gol più bello di tutti i tempi".

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"Ha quasi pianto", ricorda Moreno, giornalista che aveva seguito la Coppa del mondo 1986. Se tutti ricordano i due gol di Maradona su quel prato dove si proiettava l'ombra di un ragno gigante — che era in realtà quella di una struttura metallica sospesa a 36 metri d'altezza — pochi rammentano che sugli spalti ci furono risse tra tifosi delle due squadre.

"Il karma" secondo Tuchel

Dopo la partita, l’AFP constatò all'epoca che alcuni tifosi inglesi avevano teso un'imboscata agli argentini su un viale vicino allo stadio, scatenando nuovi scontri che causarono decine di feriti, con questa volta i tifosi messicani che si schierarono a fianco dei sudamericani. Nel recente contesto della guerra delle Malvinas, che aveva visto l'Argentina opposta al Regno Unito nel 1982, "c'era una rivalità che andava oltre il campo, era una questione politica", sottolinea Moreno.

L'Inghilterra di Harry Kane e Jude Bellingham, che ovviamente non erano ancora nati all'epoca, dovrà restare impermeabile all'atmosfera infuocata, seppur meno ostile, dell'Azteca, con i suoi tifosi in delirio anche per le strade della capitale, come il milione di persone che si erano radunate martedì scorso per festeggiare la qualificazione contro l'Ecuador. Festeggiamenti che hanno causato almeno quattro morti.

Dal punto di vista statistico, i Three Lions dovranno anche riuscire in ciò che nessuno ha mai fatto: battere il Messico nel suo tempio in un Mondiale. Ma potranno ricordare di aver già battuto il Messico 2-0 nella fase a gironi, nell'ultima sfida in una Coppa del mondo. Era il 1966 e alla fine furono incoronati campioni.

"Potrebbe essere una delle partite più belle, una delle più emozionanti che si possano vivere", si è entusiasmato in anticipo Thomas Tuchel. E il commissario tecnico dell'Inghilterra invoca "il karma": "la mano di Dio sarà lì e alla fine ci ricompenserà".

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