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Quel 5-2 al Metropolitano, nello stesso stadio che domenica alle 16:15 tornerà a fare da teatro al derby della capitale, rappresentò per Xabi Alonso l'inizio di una parabola discendente che lo avrebbe portato lontano dal Real Madrid. Il tecnico spagnolo non riuscì a trovare la chiave per entrare in sintonia con una parte dello spogliatoio e quella pesante sconfitta finì per lasciare un segno profondo sul suo percorso. A rendere ancora più inatteso il tracollo fu il momento con cui i Blancos si presentarono all'appuntamento: punteggio pieno e la sensazione che nulla potesse lasciar presagire una serata simile.
Mourinho, oggi, si augura naturalmente un copione completamente diverso. La sconfitta incassata alla Cartuja contro il Real Betis ha già costretto il Real Madrid a inseguire il Barcellona, che viaggia a una media realizzativa impressionante e ha scavato un primo solco di tre punti. Se i blaugrana dovessero confermare il loro momento anche nell'ultimo impegno prima della sosta, sul campo del Siviglia, il distacco potrebbe salire temporaneamente a sei lunghezze. Per questo il derby arriva in un momento tutt'altro che banale per i Blancos.

L'ultimo precedente
Per Mourinho, inoltre, la sfida con l'Atlético riporta alla memoria un precedente che appartiene a un'altra epoca. L'ultima volta che il portoghese affrontò i Colchoneros da allenatore del Real Madrid risale al 17 maggio 2013. Quella sera, al Santiago Bernabéu, l'Atlético conquistò la Copa del Rey proprio contro i rivali cittadini, in uno dei derby più pesanti della storia recente della capitale. Tra i pali degli ospiti c'era Thibaut Courtois, oggi estremo difensore del Real: uno dei tanti dettagli che raccontano quanto sia cambiato il calcio in poco più di un decennio.
Il Real era passato in vantaggio con Cristiano Ronaldo, ma il gol del portoghese non bastò a indirizzare la finale. Diego Costa trovò il pareggio nel primo tempo, poi fu João Miranda, ai supplementari, a firmare la rete dell'1-2 e a consegnare il trofeo all'Atlético di Diego Pablo Simeone. Per Mourinho fu un addio amaro: la stagione si chiuse senza titoli, dopo il secondo posto in Liga e l'eliminazione in Champions League contro il Borussia Dortmund, arrivata a un passo dalla finale.
Quel risultato non cancella, tuttavia, il bilancio estremamente positivo costruito dal tecnico portoghese nei derby madrileni. Nelle 11 partite disputate contro l'Atlético alla guida del Real Madrid, Mourinho ha ottenuto otto vittorie, un pareggio e due sconfitte. Un rendimento che appartiene al passato, così come molti dei protagonisti di quella sfida.
A distanza di oltre tredici anni, infatti, sono appena due i giocatori ancora in campo: Courtois, questa volta dalla parte del Real Madrid, e Koke, instancabile capitano dell'Atlético. Il resto è storia. Mourinho, però, avrà l'occasione di aggiungere un altro capitolo al suo particolare rapporto con il derby della capitale e provare a confermare, ancora una volta, il suo bilancio favorevole contro i Colchoneros.
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