Non c'è mai un Barça-Athletic in cui si specula sul possesso palla. Sono sempre quelle partite in cui il rigore tattico lascia spazio a un calcio verticale, rapido, fatto di transizioni, continui ribaltamenti di fronte. Ecco perché ci sono state così tante occasioni da gol.
Unai Simón e Joan García, due campioni del mondo, non hanno avuto un attimo di tranquillità. Quello dell'Athletic ha avuto più lavoro, ovviamente. I suoi difensori gli hanno evitato qualche intervento, come il salvataggio di Rincón su Gordon e su Raphinha. In altre occasioni ha dovuto cavarsela da solo. Ha rovinato in particolare la serata a un Lamine Yamal frustrato, sia con le mani che con la spalla. Quella è stata un'occasione chiarissima per il 10, che non ha voluto regalare il gol a Gordon. Lo stesso Lamine ha "annullato" un gol a Pedri, perché era in fuorigioco all'inizio dell'azione.
Chi ha bisogno di un '9' con Raphinha
Quello che Unai non è riuscito a evitare è stato il gol di Raphinha. Il brasiliano, di nuovo schierato da '9', ha mostrato ancora una volta la sua classe. Di testa, su un grande cross di Espart, che debuttava con un nuovo numero, ha colpito il palo. Alla successiva occasione non ha perdonato. Pedri ha trovato un varco dove c'erano solo gambe biancorosse e Raphinha si è presentato davanti al portiere basco, lo ha dribblato e ha segnato a porta vuota l'1-0. Davvero stanno ancora cercando un centravanti per il Barça?
I Leoni non si sono arresi né prima né dopo. Terzic aveva disegnato una difesa compatta con 9 giocatori in appena 20 metri. E per l'attacco si era affidato a Nico Williams, fischiato dal Camp Nou. Il più giovane dei fratelli non è ancora al meglio, ma ha comunque dato molto filo da torcere a Eric. Un paio di volte ha raggiunto il fondo, ma ha sbagliato il passaggio decisivo. Anche Guruzeta ha fallito per mancanza di velocità dopo un magistrale passaggio di Peio Canales. Sarebbe rimasto solo davanti a Joan García, che ha compiuto un paio di parate di grande valore su Iñaki Williams, anche se le azioni sono poi state annullate per fuorigioco. Per sicurezza...
Con una pestata di Lamine a Laporte — di quelle che fanno male — si è arrivati all'intervallo con tutto ancora in bilico.

L'assedio al leone Unai
La ripresa è stata un monologo blaugrana fin dal primo minuto, quando Gordon ha sfiorato la traversa con un tiro in area. Lamine Yamal è andato ancora più vicino e ha colpito il legno. E Unai Simón è riapparso per negare il gol a Fermín, per due volte, e all'"impertinente" Xavi Espart. Come se non bastasse per sottolineare il dominio, ha esordito Rodri accolto da una standing ovation indimenticabile.

Il calcio, però, sa essere davvero crudele. Se da una parte Pedri ha tirato fuori ancora la bacchetta magica per mandare in porta Lamine, che però ha mancato il controllo, l'Athletic ha vissuto i suoi migliori momenti quando i Williams sono usciti. Con Robert Navarro e Berenguer sulle fasce, i baschi hanno preso coraggio e Sancet è riuscito a colpire il palo.
E proprio quando i culé soffrivano di più... un cross del neoentrato Adeyemi è arrivato a Laporte, che né ha controllato né ha spazzato e, anzi, ha impedito il rinvio di Unai Simón. Lì è spuntato Fermín che ha spinto in rete il pallone vagante e ha chiuso la partita.
Poteva arrivare anche il terzo, ma ancora una volta Unai Simón si è fatto gigante su Adeyemi, salvando la palla sulla linea. Partita straordinaria del portiere basco, che però non potrà consolarsi vedendo il suo Athletic in fondo alla classifica con zero punti su sei.
Osasuna corsaro
Nell'altro match di giornata in Liga, colpo esterno dell'Osasuna a Vigo: dopo il vantaggio dei galiziani col 'solito' Iago Aspas, rimonta ospite propiziata dall'espulsione di Alonso e suggellata dal rigore di Budimir.
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