L’allenatore del Como, Cesc Fabregas, è intervenuto ai microfoni di SportMediaset dopo il successo ai calci di rigore contro il Napoli, risultato che consente ai lombardi di conquistare l’accesso alla semifinale di Coppa Italia, dove affronteranno l’Inter. A caldo ha commentato: "Traguardo storico, momento bello e positivo. L'euforia bisogna lascia per il fine stagione, sono dieci minuti di musica ma dobbiamo tornare con i piedi a terra perché dobbiamo giocare sabato".
Sulla scelta di sostituire Ramon, ha ammesso: "Temevo il giallo sì. Ha 20 anni ed è inesperto, sta facendo ma non ha ancora quel ragionamento. Non sente la pressione, ho preferito fare così. Se rimani in dieci diventa difficile".

In seguito, ha parlato della prestazione del suo undici: "Primo tempo abbastanza bene, poi dopo è mancato qualcosa. Già dal 1' abbiamo attaccato la profondità e abbiamo mandato un bel messaggio. Abbiamo fatto una partita diversa nel senso difensivo. Non siamo andati a pressare alto. Capisco che è difficile senza infortuni ma abbiamo fatto la partita, ho messo la linea a cinque alla fine perché volevamo chiuderla in maniera diversa".
Infine, ha svelato come ha approcciato i calci di rigore nello speech ai suoi calciatori: "Li ho ringraziati che mi fanno vivere queste esperienze. Ho detto che tanti non hanno vissuto questa cosa e quindi era fondamentale crederci. Ho detto di godersi questi minuti, i grandi erano loro. Noi potevamo avere paura. Li ho ringraziati per quello che mi danno tutti i giorni. Dobbiamo continuare così, niente è fatto".
Il rammarico di Conte
Antonio Conte, intervenuto anch'egli a SportMediaset ha voluto evitare di parlare di decisione arbitrali: “Non andiamo a parlare di discorsi arbitrali perché c’è sempre qualcuno che si lamenta, sicuramente non è una buona stagione per gli arbitri. Si lamentano tutti, bisogna fare uno step per migliorare, come noi miglioriamo le squadre. Non va bene per il calcio".
In seguito, ha voluto fare un plauso ai suoi calciatori nonostante tutto. "Onore ai ragazzi, non era una partita semplice. Il Como era a pieno organico, veniva da dieci giorni di pausa, noi venivano da una partita contro il Genoa di tre giorni fa. I ragazzi vanno elogiati perché stiamo andando oltre le nostre potenzialità attuali", ha detto Conte.
L'allenatore salentino ha poi continuato: "Oggi abbiamo poche risorse che non c’entrano niente con le nostre ambizioni. Abbiamo vinto la Supercoppa in totale emergenza, uno scudetto e una Supercoppa sono già in bacheca, dispiace perché vorresti fare annate in cui fare di più. Complimenti ai tifosi che continuano ad apprezzare. Nonostante tutte le difficoltà siamo arrivati a un centimetro dalla qualificazione".
Poi, alla domanda sui tanti infortuni ha risposto: "Come fai a prevedere gli infortuni di Di Lorenzo, Lukaku, De Bruyne, Gilmour, Anguissa…dobbiamo andare in un santuario a pregare. È inevitabile che se giocano sempre gli stessi si sommano le perdite. Stiamo parlando di una cosa che non credo sia successe a un’altra squadra. Quello che stiamo facendo è qualcosa di incredibile".
Infine, quando gli è stato fatto un riferimento alla possibile lotta Scudetto, ha concluso: "Quale scudetto…ci sono nove punti di distacco, voi parlate di scudetto. C’è l’Inter che sta viaggiando, c’è il Milan, c’è la Juventus, c’è la Roma…c’è il Como stesso…".
