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Napoli, contro l'Arsenal il riscatto: l'arma in più può essere De Bruyne, ecco perché

De Bruyne, Allegri, Lang e Beukema in allenamento
De Bruyne, Allegri, Lang e Beukema in allenamentoCIRO DE LUCA / NURPHOTO / NURPHOTO VIA AFP

Il belga è l'unica stella dell'organico azzurro, seppur non brilli più come un tempo. Eppure è dai suoi piedi da ex fenomeno della Premier League che possono nascere le minacce ad Arteta, con il quale ha condiviso spogliatoio e anche uno screzio

Dopo due batoste, per il Napoli è necessario rialzarsi. E, paradossalmente, il fatto di dover affrontare i vice campioni d'Europa potrebbe dare lo stimolo giusto alla squadra di Massimiliano Allegri. Qualche lampo offensivamente apprezzabile a San Siro - oscurato dalla sconfitta in casa dei campioni d'Italia dell'Inter - ha ricordato che dai piedi azzurri può nascere ogni tanto la scintilla.

Il fuoco, però, va mantenuto alto, forte e vivo, specialmente nelle esigenti notti europee e contro avversari abituati ad alti ritmi. L'Arsenal viaggia a velocità difficilmente sostenibili anche per le grandi europee, il che mette il manto erboso del 'Maradona' in salita anche se si tratta del feudo locale. Un feudo nel quale è necessario quantomeno evitare il saccheggio da parte degli ospiti, anche se soltanto un trionfo spazzerebbe le nubi che aleggiano ora sull'ambiente.

La delusione del Napoli a San Siro

Ex Premier in soccorso

La delusione per il 3-2 subito in rimonta sabato a Milano è ancora forte, ma è altrettanto vero che con squadre aperte e che giocano un calcio propositivo la squadra azzurra ha speranze di successo. Sia che giochi Noa Lang o Alisson Santos, Allegri proporrà un esterno sinistro capace di saltare l'uomo e che ha già dato mostra di sé in Champions League. Rasmus Hojlund, autore di due reti da fromboliere con Como e Inter, lascia pensare quanto potrebbe davvero essere decisivo se servito meglio. 

Eppure, in partite come queste è a Kevin De Bruyne che va fatto affidamento. Nonostante il belga sia chiaramente in fase calante, è lui l'elemento che sul curriculum vanta maggiori exploit nelle serate continentali. E dopo 10 anni da protagonista in Premier League, è chiamato a guidare per la prima volta in modo concreto gli azzurri, viste soprattutto le assenze di Scott McTominay e Frank Anguissa, ex Manchester United e Fulham.

La Heat Map di Hojlund con l'Inter
La Heat Map di Hojlund con l'InterREUTERS/Matteo Ciambelli / Stats Perform

L'ex Manchester City non ha più il passo dei giorni migliori, ma quando alza la testa è poi capace di innescare i compagni con palle da visionario. Undici mesi fa il Napoli trionfò in casa contro lo Sporting grazie a due assist del belga allo stesso Hojlund. Questa società è durata poco, a causa della lesione del belga l'anno scorso, ma potrebbe essere determinante in momenti come questi per l'intesa che, seppur effimera, è apparsa vincente. E dunque accende le speranze di un popolo partenopeo che vive alla giornata. Da sempre.

Ritrovi

Uno degli incroci più sentimentali sarà quello tra Sam Beukema e Riccardo Calafiori. Il difensore olandese è nuovamente arruolabile dopo l'infortunio di inizio anno e in caso di titolarità potrebbe affrontare il suo ex compagno al Bologna. I due furono protagonisti della storica stagione 2023/24, nella quale hanno condiviso 24 partite e 1.547 minuti in campo, culminata con la qualificazione in Champions League. 

Il più simbolico, tuttavia, sarà quello tra lo stesso De Bruyne e Mikel Arteta, che al City sono stati insieme per tre stagioni, quelle in cui l'allenatore basco era il secondo di Pep Guardiola. Nel febbraio del 2023, i due dimenticarono per qualche secondo il loro passato da alleati sfiorando lo scontro fisico. Nella sfida tra City e Arsenal, sull'1-1, il belga spintonò l'iberico, colpevole di avergli allontanato il pallone per ritardare una rimessa laterale. Nonostante lo screzio iniziale tra i due, la vicenda si era poi conclusa pacificamente con un abbraccio e un sorriso a fine partita.

Oltre i limiti

A Fuorigrotta, però, non ci sarà tempo per sentimentalismi. ll Napoli non può permettersi altri scivoloni, mentre l'Arsenal vuole iniziare benissimo la sua avventura europea. Allegri e Arteta vivono in due mondi diversi, allontanati non solo da 15 anni d'età di differenza ma anche da concezioni di calcio totalmente opposte. E nonostante lo status azzurro sia cresciuto negli ultimi anni, la storia europea dei Gunners è quella di una grande, anche se non ha mai sollevato la Champions.

Tuttavia, l'obbligo di andare oltre i propri limiti per evitare una terza sconfitta di seguito che aprirebbe un'enorme crepa nel muro maestro di Castelvolturno, ha le sembianze di una possibile pozione magica. Di quelle che possono essere velenose ma, se assorbite con un vigore sopito, ridare vitalità. Proprio perché il calcio è strano. E a volte non risponde a tendenze ben definite.

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