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Il bilancio delle italiane in Champions: Como da sogno, Roma a metà, rimpianti per Inter e Napoli

L'esultanza di Martin Baturina durante Como-Lipsia
L'esultanza di Martin Baturina durante Como-LipsiaPIERO CRUCIATTI / AFP

Una vittoria, un pareggio e due sconfitte per le italiane nella prima giornata di Champions. Il Como è l'unica a convincere fino in fondo, Roma a due facce, mentre Inter e Napoli pagano errori e occasioni sprecate contro avversarie di livello superiore.

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Quattro squadre, quattro partite e appena quattro punti raccolti sui dodici disponibili. Il bilancio delle italiane nella prima giornata di Champions League non è particolarmente brillante, anche se risultati e prestazioni vanno pesati sulla forza degli avversari.

L'unica a superare l'esame senza riserve è stata il Como, che è riuscito a trasformare il suo debutto europeo in una serata praticamente perfetta. La Roma torna invece da Istanbul con un punto e qualche rimpianto, mentre Inter e Napoli hanno perso rispettivamente contro Real Madrid e Arsenal, due delle principali candidate alla vittoria del trofeo.

Como, debutto da grande squadra

La copertina della settimana italiana appartiene senza discussioni alla squadra di Cesc Fabregas. Il Como ha dominato la partita per praticamente 90', costruendo il doppio vantaggio già nel primo tempo con Baturina e Douvikas e trovando poi altre due reti con Diao e Perrone.

Il Lipsia ha avuto qualche occasione, soprattutto prima dell'intervallo, ma non ha mai dato realmente la sensazione di poter togliere il controllo della gara ai lariani. Intensità, qualità nel palleggio e capacità di attaccare velocemente gli spazi: tra le quattro italiane, il Como è stato l'unico a convincere pienamente sia nel risultato che nella prestazione.

Roma, un punto che poteva diventare zero

Il pareggio della Roma sul campo del Fenerbahce lascia sensazioni più contrastanti. Nel primo tempo la squadra di Gasperini ha giocato meglio, trovando il vantaggio con Cristante e riuscendo a gestire con personalità una trasferta complicata.

La partita è però cambiata dopo l'intervallo. Brown ha pareggiato subito e il Fenerbahce ha progressivamente preso campo, costringendo Svilar a un paio di interventi importanti e colpendo anche una traversa nel finale. Il punto resta prezioso, ma per quanto visto nella ripresa la Roma può considerarsi anche fortunata a essere uscita da Istanbul senza una sconfitta.

Inter, troppi regali al Bernabeu

Tra le sconfitte, quella dell'Inter è probabilmente la più carica di rimpianti. I nerazzurri hanno prodotto gioco e occasioni al Bernabeu, chiudendo con 21 conclusioni contro le 16 del Real Madrid, ma hanno regalato ai blancos due gol nel giro di nove minuti: prima l'errore nella costruzione che ha liberato Mbappé, poi il dribbling sbagliato di Josep Martinez sfruttato da Valverde.

Carlos Augusto ha riaperto la partita nella ripresa e Courtois è stato chiamato più volte in causa, ma l'Inter ha pagato la scarsa precisione sotto porta. Va però ricordato che anche il Real ha avuto più occasioni per chiuderla, soprattutto in campo aperto: la prestazione di Chivu lascia qualcosa da salvare, il risultato molto meno.

Napoli, tanta resistenza ma troppo poco davanti

Più difficile salvare la prestazione del Napoli, anche considerando il valore dell'Arsenal, finalista della scorsa Champions. Gli azzurri hanno difeso con attenzione per oltre un'ora e Meret è stato decisivo soprattutto su Merino, ma hanno faticato moltissimo a uscire dalla pressione inglese. Nei primi quindici minuti della ripresa il possesso dell'Arsenal ha superato addirittura l'80%.

Le poche ripartenze costruite dal Napoli sono state spesso vanificate dall'ultima scelta, mentre nella ripresa la squadra di Allegri si è abbassata sempre di più fino al gol di Odegaard al 75'. Gli infortuni di Meret e Alisson, poi, hanno complicato ulteriormente la serata. Contro un Arsenal superiore perdere di misura può anche starci, ma il dato che preoccupa maggiormente è la difficoltà degli azzurri nel creare pericoli quando la partita chiedeva di cambiare passo.

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