La squadra di Cristian Chivu è in testa alla classifica di Serie A con sette punti di vantaggio, ma ha accumulato solo 15 punti che le hanno permesso di classificarsi al 10° posto nella fase a gironi della Champions League.
I sei cambi dell'Inter
Dato che Bodo aveva già battuto il Man City e l'Atletico Madrid, e tenuto a bada il Tottenham e il Borussia Dortmund in questa stagione, la decisione di Chivu di cambiare sei giocatori nell'undici titolare è sembrata un po' inopportuna, e ha suggerito che pensava potesse essere un impegno più agevole.
Uno di questi cambi, Francesco Pio Esposito (20 anni 235 giorni), è diventato il più giovane giocatore ad iniziare una partita della fase a eliminazione diretta della Champions League per l'Inter da quando la coppia di 18 anni composta da Mario Balotelli e Davide Santon scese in campo contro il Man Utd nel marzo 2009.

Per dare un ulteriore contesto al presunto squilibrio, nessuno degli undici titolari del Bodo/Glimt aveva mai giocato in una partita della fase a eliminazione diretta della Champions, mentre otto degli undici titolari dell'Inter avevano collezionato almeno 15 presenze in questa fase della competizione.
Nicolò Barella, ad esempio, era alla sua 56ª presenza in Champions per i nerazzurri, eguagliando Dejan Stankovic al quinto posto per il maggior numero di presenze nella competizione per l'Inter.
Hauge e Martinez i protagonisti
Con sei vittorie consecutive prima della partita, oltre a tre vittorie e una sola sconfitta in trasferta in questa stagione del torneo, la fiducia di Chivu era forse comprensibile.

Tutti gli occhi erano puntati su due giocatori prima della partita: Jens Petter Hauge, capocannoniere del Bodo con quattro gol, e Lautaro Martinez.
L'argentino ha avuto la prima occasione della partita, ma ha visto il suo tentativo bloccato, e appena 15 minuti dopo, la bella conclusione di Sondre Fet avrebbe dato a Chivu e alla sua squadra la scossa necessaria.

Il primo gol in Champions di Pio
Per la quarta volta nelle ultime cinque partite di Champions League l'Inter è andata in svantaggio per 1-0, un numero di volte superiore a quello delle precedenti 26 partite nella competizione.
Il tiro di Matteo Darmian contro il palo ha però preceduto una raffica di attacchi degli ospiti, prima che Esposito pareggiasse i conti alla mezz'ora, diventando il secondo marcatore più giovane del club nella competizione dopo Obafemi Martins (18 anni e 197 giorni nel maggio 2003 contro il Milan).
Altri otto tiri prima dell'intervallo evidenziano un vero e proprio cambiamento a favore dell'Inter, ora più pericolosa, con il Bodo sicuramente contento del fischio dell'intervallo.
La precisione nei passaggi dell'Inter non si è tramutata in occasioni
Martinez, Esposito, Darmian e Petar Sucic sono stati in prima linea per tutta la partita, rendendo l'attacco dell'Inter anche il modo migliore per difendersi.
Sucic è stato particolarmente attivo, con sette tocchi nell'area del Bodo e 19 passaggi nel terzo finale, superati solo dai 26 di Barella, e Chivu non può certo rimproverare i suoi giocatori per la distribuzione nei passaggi, perché nemmeno il campo sintetico ha impedito alla maggior parte dei giocatori dell'Inter di realizzarli con percentuali dell'80%.

Barella, per esempio, ha completato 31 dei suoi 32 passaggi nel primo tempo, ma quei passaggi devono avere un fine, che invece non sempre c'è stato.
Hauge raddoppia
Lautaro ha colpito il legno solo un minuto dopo il secondo tempo, facendo registrare all'Inter più pali in questa partita che in tutta la fase 25/26 del campionato. Ma poi Jens Petter Hauge ha realizzato un delizioso tiro a giro su cui Yann Sommer non è arrivato
Con il suo quinto gol in questa edizione della competizione ha segnato più di qualsiasi altro giocatore del Bodo ed è diventato il terzo giocatore a segnare cinque gol in una stagione di Champions per una squadra norvegese. Gli altri sono John Carew (1999/00) e Frode Johnsen (2000/01), entrambi con il Rosenborg.
Hogh fa il tris
Nel giro di tre minuti, Kasper Hogh ha segnato il terzo gol lasciando l'Inter sotto shock, e se Chivu cercava ragioni per cui la sua squadra era apparentemente crollata, l'intera difesa che aveva effettuato solo quattro tackle in tutta la partita poteva essere un buon punto di partenza.
Il gol di Hogh, sommato ai suoi due assist, lo ha reso il secondo giocatore ad essere direttamente coinvolto in tre gol in una partita della fase a eliminazione diretta della Champions League contro l'Inter, dopo Desire Doue per il PSG nella finale della scorsa stagione (due gol, un assist).
Dopo il terzo gol del Bodo, l'Inter ha dominato in ogni aspetto, compreso l'80% del possesso palla, tuttavia, nemmeno questo o una raffica di sostituzioni sono serviti a riportarla in partita, nemmeno i 95 passaggi di Alessandro Bastoni- più di ogni altro giocatore in campo. I nerazzurri, forse un po' troppo compiaciuti prima della partita, ora rischieranno di uscire dalla competizione davanti ai propri tifosi a San Siro.

Con solo Bastoni e Barella a fare il lavoro sporco in termini di vittoria nella maggior parte degli uno contro uno, non dovrebbe essere una sorpresa però che la squadra di Chivu sia stata sopraffatta da una che semplicemente ha voluto di più la vittoria. Questo, se non altro, è già di per sé un'accusa alle scelte di Chivu.
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