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Giovedì 10 settembre il Como si affaccerà su un palcoscenico mai raggiunto nella propria storia. Alle 21, al Sinigaglia, la squadra di Cesc Fàbregas affronterà il Lipsia nel suo esordio europeo, davanti a uno stadio esaurito e a una città pronta a vivere una notte destinata a entrare nella memoria.
Non sarà soltanto il debutto assoluto in Europa, ma il punto di arrivo di una crescita che ha trasformato profondamente il club. Como e Lipsia si troveranno di fronte per la prima volta, accomunati da un'idea di calcio moderna, offensiva e ambiziosa e da percorsi societari capaci di portarli, in tempi relativamente brevi, a confrontarsi con il massimo livello del calcio continentale.
La sfida sul lago avrà inoltre un sapore particolare per due giocatori già conosciuti dal pubblico italiano: Christopher Nkunku e Neil El Aynaoui, entrambi approdati al Lipsia nell'ultima finestra di mercato.
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Due percorsi molto simili
La parabola del Como prende forma nel 2017, quando dalle ceneri della precedente realtà nasce una nuova società. Due anni più tardi, l'ingresso degli Hartono imprime una svolta decisiva al progetto e apre la strada a una crescita che, nel giro di poche stagioni, porterà la squadra dalla Serie D al grande palcoscenico europeo.
Da allora, l'ascesa è stata rapida e costante. Tre promozioni in sei stagioni hanno accompagnato i lariani fino alla massima serie italiana e, successivamente, alla Champions League. Un percorso sostenuto da oltre 300 milioni di euro tra acquisizione, aumenti di capitale e investimenti sul mercato, ma costruito soprattutto attraverso la definizione progressiva di un'identità e di una struttura all'altezza delle nuove ambizioni.
Una traiettoria per molti aspetti simile a quella del Lipsia, seppure sviluppatasi con tempi e dimensioni differenti. Nel 2009 Red Bull rileva il diritto di partecipazione dell'SSV Markranstädt e dà vita al progetto RB Leipzig. Anche in Germania la scalata è fulminea: tre promozioni in quattro stagioni conducono la squadra dalla quinta serie alla Bundesliga, dove al primo anno nella massima categoria arriva addirittura un secondo posto.
Un'ascesa accompagnata da investimenti che, dal 2009 a oggi, hanno raggiunto circa 1,2 miliardi di euro. Numeri molto diversi da quelli del Como, ma una logica comune: due progetti nati con ambizioni precise e capaci di trasformare, in tempi sorprendentemente brevi, una visione societaria in una realtà competitiva ai massimi livelli.
È questo il filo che lega due realtà nate in epoche e contesti profondamente diversi e che, alla vigilia del loro primo confronto, si ritrovano sullo stesso palcoscenico europeo.
Il gesto toccante del presidente Suwarso
A rendere ancora più speciale la serata sarà il Sinigaglia, pronto a vestirsi a festa per il debutto internazionale del Como. Gli 11 mila posti disponibili sono andati esauriti e sulle rive del lago si prepara una notte che, per la tifoseria, va ben oltre il significato sportivo.
L'inno di una competizione europea, il primo avversario internazionale, uno stadio pieno: un momento atteso per generazioni e che la riduzione della capienza imposta dai parametri UEFA ha però impedito di condividere con tutti i tifosi che avrebbero voluto esserci.

Da questa situazione è nato uno dei gesti più significativi della vigilia. Il presidente del Como, Mirwan Suwarso, insieme ad alcuni dirigenti del club, ha scelto di rinunciare ai propri posti per metterli a disposizione dei sostenitori più anziani, coloro che hanno accompagnato la squadra attraverso decenni di storia, nelle diverse categorie e nelle stagioni più difficili.
"Con la capienza ridotta e il numero limitato di biglietti a disposizione, purtroppo non possiamo accogliere tutti coloro che avrebbero voluto esserci. Tuttavia, alcuni dirigenti ed io abbiamo deciso di rinunciare ai nostri posti per questa partita".
Una scelta che guarda al passato proprio nel momento in cui il Como si appresta a scrivere il capitolo più prestigioso della propria storia recente. Suwarso ha poi indicato con precisione i destinatari di quei biglietti: "Vogliamo che siano assegnati ai tifosi che hanno aspettato più a lungo: i sostenitori nati nel 1950 o prima, che hanno seguito il Como in ogni categoria e in ogni epoca. Se conoscete un tifoso di lunga durata che merita di essere allo stadio, scriveteci e saremo onorati di cedergli il nostro posto".
È un gesto che restituisce alla serata una dimensione che va oltre il campo. Perché prima ancora che il pallone cominci a rotolare, la prima notte europea del Como racconta già una storia: quella di un club arrivato dove nessuno lo aveva mai visto prima e di una tifoseria che, dopo aver attraversato ogni categoria e ogni epoca, si prepara finalmente a vivere dal vivo il momento che per una vita ha soltanto immaginato.
Giovedì sera il Sinigaglia non ospiterà soltanto una partita. Sarà il punto d'incontro tra il Como che è stato, quello che è diventato e quello che, da questa notte, comincerà a scoprire quanto lontano può arrivare.
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