Dal 2-0 del Westfalenstadion al 4-1 di Bergamo: una rimonta che entra nella storia recente del club e che, come ha detto l’ad Luca Percassi, si colloca "appena sotto la trasferta di Dublino". L' Atalanta è, così, volata agli ottavi di Champions League e si prepara ora ad affrontare una tra Arsenal o Bayern Monaco che, dalla loro, sono consapevoli che, per andare ai quarti, bisognerà prima passare dal "dentista" nerazzurro.
1. Voglia di continuare a scrivere la propria storia
Non è solo una semplice qualificazione, ma un altro capitolo identitario. All'inizio qualcuno aveva parlato di meteora, ma già Pep Guardiola aveva fotografato la realtà spiegando che affrontare l’Atalanta era "come andare dal dentista". A Bergamo, quella definizione è diventata marchio di fabbrica. La rimonta contro il Borussia Dortmund certifica la maturità europea di una squadra che, come dimostra il trionfo di due anni fa in Europa League, non si accontenta più di partecipare alla storia, vuole scriverla. Ed è proprio con questa ambizione che, agli ottavi, Arsenal e Bayern dovranno fare i conti.
2. Il Muro nerazzurro
Dopo il 2-0 subito in Germania, la Dea ha riequilibrato tutto con Scamacca al 5’ e Zappacosta al 45’. Pasalic ha completato il sorpasso al 57’, Adeyemi ha riaperto i giochi al 75’, poi il finale incandescente deciso dal rigore di Samardzic al 98’. Questa la cronaca spicciola mentre tutto intorno 23 mila anime davano tutto quello che avevano in corpo sugli spalti: una bolgia vera, il Muro nerazzurro, capace di spingere la squadra oltre l’ostacolo. Perché a Bergamo, da diverso tempo ormai, la sintonia è perfetta: club, spogliatoio e pubblico remano tutti dalla stessa parte. Una costante che nelle notti importanti diventa, spesso e volentieri, un fattore.

3. Coraggio e preparazione
C'è anche la firma di Raffaele Palladino su questa qualificazione. "L'abbiamo preparata sui difetti degli avversari, sui duelli difensivi. Noi siamo stati perfetti. Questa squadra ha coraggio in tutto quello che fa". Parole che raccontano un piano gara preciso e una mentalità chiara. L'Atalanta ha studiato il Dortmund, ha aggredito i suoi punti deboli e ha interpretato la sfida con personalità. Coraggio nelle scelte, nelle pressioni, nelle giocate decisive. Un'idea di calcio ritrovata - dopo la sfortunata parentesi Juric - e portata avanti senza paura, anche quando qualche risultato negativo avrebbe potuto mettere tutto in discusssione.

Bonus track: il Var
In uno dei periodi più complicati per il Var in Italia, la notte di Bergamo ha mostrato quanto la teconologia possa essere determinante se utilizzata correttamente. Senza il suo intervento, la sfida sarebbe scivolata ai supplementari e oggi, forse, staremmo raccontando un epilogo diverso.
