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Il City rimonta l’Atlético Madrid e vince 3-1: Marmoush ribalta il match nella ripresa

L'esultanza di Marmoush
L'esultanza di MarmoushCHUNG SUNG-JUN / GETTY IMAGES ASIAPAC / GETTY IMAGES VIA AFP

Il Manchester City reagisce allo svantaggio firmato dal sorprendente 16enne Domínguez e cambia passo dopo l’intervallo. La doppietta di Marmoush e il gol di Aït-Nouri completano la rimonta degli inglesi.

Centro dati del Manchester City-Atlético de Madrid

Nonostante il 3-1 finale, in una partita di precampionato il risultato assume un peso relativo, soprattutto considerando il largo impiego di giovani. Per questo, la prestazione dell’Atlético de Madrid in Corea del Sud può essere letta anche attraverso gli aspetti positivi emersi nel corso della gara. Su tutti, la prova di Jorge Domínguez, appena 16 anni, difensore centrale adattato sulla fascia destra.

Il giovane spagnolo non ha mostrato alcun timore di fronte agli avversari che si è trovato ad affrontare, da Semenyo a Gvardiol, passando per gli altri giocatori di primo piano schierati dal Manchester City. Attento in fase difensiva, Domínguez ha trovato anche il modo di rendersi pericoloso in avanti, firmando il momentaneo vantaggio dell’Atlético. Al 42’, un tocco di Hjulmand in area lo ha liberato davanti a Donnarumma: il classe 2010 ha mantenuto la freddezza necessaria e, con un preciso esterno, ha spedito il pallone dove il portiere italiano non poteva arrivare. Una giocata da veterano per il nazionale spagnolo Under 17.

L'esultanza di Dominguez
L'esultanza di DominguezREUTERS/Kim Soo-Hyeon

Il vantaggio è arrivato al termine di una prima frazione nella quale l’Atlético aveva progressivamente trovato maggiore equilibrio. L’avvio, infatti, era stato soprattutto di marca inglese. Savinho ha creato più di un problema a Dani Martínez, all’esordio, arrivando anche a sfruttare un retropassaggio impreciso che soltanto il provvidenziale intervento di Hancko ha impedito di trasformare in un’occasione da gol.

Anche Reijnders ha inciso con continuità, sia nel recupero alto del pallone sia nelle ripartenze. I rojiblancos hanno invece faticato a garantire le giuste distanze, complice anche il grande lavoro richiesto a Carlos Martín, chiamato ad affiancare Lookman in fase offensiva e a trasformarsi in esterno a tutta fascia quando la squadra perdeva il possesso. Il risultato è stato un Atlético spesso scoperto e con evidenti problemi di copertura.

Con il trascorrere dei minuti, però, il City ha progressivamente perso intensità e controllo del match. Foden ha avuto una buona opportunità, respinta da Oblak, mentre Semenyo ha sfiorato il palo con una conclusione diretta all’incrocio. L’Atlético ha così guadagnato fiducia e, guidato dall’ordine imposto da Hjulmand e Koke, è riuscito a chiudere il primo tempo avanti.

Momentum del City-Atlético
Momentum del City-AtléticoFlashscore

Semenyo cambia la partita

La ripresa ha raccontato una storia completamente diversa. Il Manchester City è tornato in campo con maggiore aggressività e ha immediatamente alzato il ritmo. Foden ha aperto le danze, ma il vero protagonista della rimonta è stato Semenyo.

Tra il 56’ e il 58’ l’attaccante ghanese ha inciso due volte sulla partita, favorendo in entrambi i casi Omar Marmoush. Nella prima azione ha inseguito il pallone con grande determinazione, riuscendo a impedirne l’uscita laterale nonostante la pressione di Carlos Martín. Una giocata decisiva, perché gli ha permesso di servire Marmoush, libero di depositare il pallone in rete a porta vuota per l’1-1.

Due minuti più tardi è arrivato il sorpasso, ancora con la stessa combinazione. Semenyo ha nuovamente avuto la meglio su Carlos Martín e ha messo Marmoush nelle condizioni di segnare. Un’azione, però, viziata da una posizione di fuorigioco evidente che non è stata rilevata dalla terna arbitrale.

Al 60’ Simeone ha rivoluzionato l’undici in campo, cambiando più della metà della squadra. L’Atlético ha ritrovato così energia e per alcuni minuti ha messo in difficoltà il City, anche grazie all’ingresso di Kang-in Lee e Pablo Barrios e alle iniziative di Arnau, Ortiz e Solá.

La squadra di Maresca ha però resistito al momento di maggiore pressione e, dopo alcune parate importanti di Esquivel, ha trovato anche la rete del definitivo 3-1 con Aït-Nouri.

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