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Anche Macron si schiera contro Infantino: il numero 1 FIFA spera nell'appoggio dell'amico Trump

Infantino e Trump
Infantino e TrumpREUTERS/Lee Smith

Galles e Inghilterra ritirano l'appoggio, mentre la UEFA minaccia azioni di vario genere. Il boss del calcio mondiale spera di ottenere la vicinanza di Qatar, Libano e Marocco.

Emmanuel Macron scende in campo, Gianni Infantino spera lo faccia anche Donald Trump: dietro le quinte della disputa che sta scuotendo le fondamenta della FIFA e la guida del suo presidente, Gianni Infantino, si susseguono indiscrezioni sulle manovre della politica mondiale.

Secondo un'esclusiva dell'Équipe, il capo di Stato francese è "personalmente coinvolto" da diversi giorni nella crisi sorta in seguito all'annuncio del progetto, già naufragato, di vendere ad investitori privati quote del Mondiale per nazionali e di quello per club.

Sposando la "linea dura" del vertice UEFA Aleksander Ceferin, Macron avrebbe chiamato Infantino per ribadire la "necessità di unità nel calcio mondiale" e prevenire "spaccature durature tra continenti e federazioni".

E avrebbe garantito il suo pieno appoggio alla linea Ceferin nella battaglia contro Infantino, anche in vista del congresso elettivo del marzo 2027.

Infantino cerca la protezione di Trump?

Isolato dalla valanga mediatica che lo ha travolto negli ultimi giorni, stando a fonti del New York Post, Infantino starebbe d'altra parte cercando la sponda dell'amico Donald Trump in vista delle elezioni.

Due fonti del Post sostengono che il presidente della confederazione mondiale del calcio ha discusso telefonicamente questa mattina della questione con il Segretario di Stato USA, Marco Rubio, "per tutelare il posto di lavoro". 

Indiscrezione smentita in via informale dalla FIFA, secondo la quale "non è prevista alcuna chiamata con i membri del gabinetto presidenziale".

In attesa di un assist dall'amministrazione americana, Infantino ha dovuto incassare la scelta del Galles e dell'Inghilterra, solo la prima pubblica, di revocare il proprio appoggio alla ricandidatura del dirigente svizzero.

Infantino e Trump
Infantino e TrumpREUTERS/Dylan Martinez

"La Football Association of Wales conferma il ritiro del proprio sostegno alla candidatura del signor Gianni Infantino per la rielezione alla presidenza della FIFA per il mandato 2027-2031", si legge in un comunicato della federazione gallese, a causa "dei recenti fallimenti in materia di leadership, valori e gestione dei rapporti con gli investitori".

A far eco alla defezione gallese è anche la Football Association inglese, pronta ormai a sfiduciare il leader del calcio mondiale a causa del crescente malcontento europeo per la gestione della governance e del progetto di creare una nuova struttura commerciale volta a gestire i ricavi della Coppa del Mondo.

Una scelta dal forte peso simbolico, perché, in virtù della sua influenza, la federazione inglese potrebbe innescare un effetto domino e incoraggiare altre associazioni calcistiche europee a rivedere il proprio sostegno. Intanto la UEFA non molla la presa. Secondo il Telegraph, l'Unione ha inviato una lettera a Infantino, minacciando di "valutare azioni legali", e aggiungendo di volere "misure immediate per identificare e conservare tutti i documenti e le informazioni archiviate elettronicamente sul progetto", per scongiurare "la distruzione di dati contenuti in e-mail, messaggi istantanei, sms, corrispondenza scritta e verbali di riunione".

INFANTINO, NASCE L'ALLEANZA CONTRO IL PRESIDENTE FIFA: "FERMAMENTE CONVINTI CHE DEBBA ANDARSENE"

Se l'assedio multilaterale a Infantino prosegue, rimane però centrale la questione di un candidato credibile in vista delle prossime elezioni presidenziali FIFA. Nelle ultime ore torna di moda il nome di Victor Montagliani, presidente della Confederazione calcistica del Nord, Centro America e Caraibi (CONCACAF), che ha chiesto "un'approfondita riflessione" sulla leadership dell'attuale presidente.

"È ancora presto per dirlo", sottolineano alcuni sostenitori del dirigente canadese, nella speranza che Montagliani faccia breccia puntando sul merito di essere riuscito a destreggiarsi fra le pieghe di un Mondiale condiviso con gli Stati Uniti di Donald Trump.

D'altra parte, Infantino starebbe già lavorando sull'appoggio di Paesi vicini a Trump, e capaci di influenzare le rispettive confederazioni: Qatar, Libano e Marocco. Insomma, la battaglia è appena agli inizi. 

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