Nadal ha avanzato diverse ipotesi di intervento: dall’introduzione di racchette con piatto corde più piccolo, utili a contenere naturalmente la velocità di palla, fino alla reintroduzione di superfici più lente per premiare la costruzione del punto anziché la potenza. A suo avviso, l’attuale intensità di gioco costringerebbe i giocatori a lavorare costantemente al limite, contribuendo sia al logorio fisico sia alla crescente incidenza degli infortuni.
Alcaraz, pur mostrando rispetto per la posizione dell’ex coach di Rafael, si schiera con decisione dalla parte opposta: "Il passaggio dai telai in legno alle moderne tecnologie in grafite è stato un processo naturale e soprattutto irreversibile. Tornare indietro significherebbe riportare il tennis a un passato che non corrisponde più alla realtà dello sport di oggi," ha affermato con chiarezza la stella spagnola.
Il campione spagnolo ha inoltre ricordato come l’incremento della velocità non sia un fenomeno recente: già nell’era di Rafael Nadal, alla cui carriera Toni ha contribuito in modo determinante, il ritmo di gioco aveva subito un’accelerazione rispetto alle generazioni precedenti: "La preparazione atletica e la tecnologia hanno semplicemente spinto questo processo ancora più avanti", aggiunge il sei volte campione Slam.
"Non possiamo parlare di rallentare il tennis. Anzi, è il contrario. I giocatori devono adattarsi fisicamente e strategicamente al ritmo che il tennis moderno richiede. Non possiamo tornare alle vecchie tecnologie o cambiare radicalmente le condizioni dei campi," aggiunge l’attuale numero uno del mondo.
Mentre Toni Nadal invoca interventi strutturali per allungare la carriera degli atleti e riequilibrare il gioco, Alcaraz difende l’evoluzione naturale dello sport, la sua progressiva atletizzazione e l’inevitabile spinta verso prestazioni sempre più elevate. Per il campione spagnolo, la direzione intrapresa è chiara e irreversibile.
"Sarebbe un passo indietro. Il tennis è iniziato con racchette di legno, poi si è passati a quelle in metallo e alluminio. Ora abbiamo altri tipi di racchette che permettono più rotazione. Prima si giocava con colpi più piatti e meno veloci, oggi è tutto diverso," ha proseguito.
"Negli anni, già ai tempi di Rafa, si giocava più velocemente rispetto al passato e ora il ritmo è ancora più alto. Non possiamo andare contro l’evoluzione. Dobbiamo essere pronti fisicamente alla velocità con cui si gioca oggi. Semplicemente non sono d’accordo con l’idea di Toni," conclude Alcaraz.
