Alle 17 è scaduto il tempo entro il quale Steven Zhang avrebbe dovuto restituire i 385 milioni di euro (interessi inclusi) ricevuti nel 2021 dal fondo statunitense Oaktree, ed è quindi ormai vicino all'ufficialità il passaggio di consegne delle quote societarie dei campioni d'Italia.
Finisce così un'era per l'Inter, che sotto la proprietà cinese di Suning ha vissuto alcune stagione importanti dopo l'arrivo di Jindong Zhang nel 2016.
Presieduta dal figlio Steven dal 2018, la squadra nerazzurra ha ottenuto sette titoli in totale (2 scudetti, 2 Coppa Italia, 3 Supercoppa italiana), che lo rendono il secondo presidente nerazzurro con più titoli dietro solamente a Massimo Moratti, che però ha vissuto oltre vent'anni da patron.
Le spese
Gli investimenti da parte della proprietà asiatica, subentrata a quella dell'indonesiano Eric Thohir, dal quale aveva acquistato il 68% delle quote dopo aver versato 92 milioni di euro, sono di circa 900 milioni di euro in quasi otto anni di gestione. Una cifra che è la somma di una serie di manovre volte a finanziare il club tramite vari prestiti. I movimenti specifici sono stati di 142 milioni di aumento di capitale iniziale, 217 milioni di prestito nel 2017 e altri 119 l'anno successivo per un totale di 336 milioni di euro.
Per ultimo è arrivato il finanziamento ottenuto proprio dal fondo statunitense Oaktree, che tre anni fa ha sborsato ben 275 milioni di euro di prestito (diventati 385 milioni con gli interessi maturati) che hanno rimpinguato le casse dell'Inter per 126 milioni (75 milioni nel 2021 e 51 milioni nella stagione 2022/23).
Un addio amaro e lontano
Dopo aver festeggiato da lontano la seconda stella Steven Zhang dovrà fare altrettanto per salutare la squadra, visto che in Italia non può tornare per la vicenda con China Construction Bank. La Corte d’Appello di Milano ha infatti riconosciuto la sentenza del tribunale di Hong Kong e il credito di 320 milioni è esigibile anche in Italia.
